di e con Sandra Cavallini

17 novembre, ore 21

ROSSO SOLFERINO

di quando la terra si tinse del sangue di quarantamila e più giovani soldati

e di come le donne di Castiglione non fecero distinzioni nel porgere acqua, bende e brodo

La vicenda della storica battaglia di san Martino e Solferino del 1859, che vide, tra le polveri dell’Ottocento, la nascita della Croce Rossa e degli interventi umanitari, ci inoltra nel bel mezzo di conflitti ancora attuali tra alterità e appartenenza, tra idea di nazione e sovra nazionalità dei diritti umani.

Le premesse storiche, la rievocazione dei fatti e dei luoghi e delle dinamiche di guerra, sono affidate alla coralità dei canti patriottici e ad una disincantata narrazione, tra toni romantici ed entusiasmi della prima ora, fino al parossismo della Marcia di Radetzky. Il seguire degli avvenimenti che conducono verso il teatro di battaglia, è mitigato da un’espressività ingenuamente epica, che richiama immagini e linguaggi della propaganda ottocentesca: cartoline d’epoca, toni caricaturali per imperatori e principesse, sottointesi della bella Gigogin, teste di burattini e soldatini di piombo.

Al momento dell’impatto reale del conflitto a fuoco, l’incedere diviene così dolente e attonito da sospendersi dal tempo per un largo dai toni contemporanei. La luce, impercettibilmente concentrandosi, cede spazio al buio là dove “la polvere era così spessa che a stento ci si distingueva gli uni dagli altri”.

E’ la pervasiva concretezza delle testimonianze dell’epoca dagli estratti di lettere e diari che ci avvicina ai paradossi delle conflittualità storiche, mentre l’incipit, ispirato alla poetica contemporanea, e il finale fanno da ponte alle attuali vicende umane.
L’incedere della battaglia, tra fumo e polvere, scorre davanti agli occhi del personaggio della Vivandiera, che ci racconta della presenza femminile in quasi tutti i corpi armati dell’epoca. Queste donne, per lo più addette alle provvigioni, si occupano anche del primo trasporto dei feriti con il Carro in Dotazione.
Davanti alle sofferenze dei soldati abbandonati sul terreno/teatro di battaglia, la vivandiera evocata nello spettacolo incarna, e assolve come può, quella tensione riparatrice che, oltrepassando confini e bandiere, animò le donne di Castiglion delle Stiviere.
A loro, a queste donne, sono dedicate le fondamentali righe che a tutt’oggi mantengono in lingua italiana il passaggio TUTTI FRATELLI, nella nota pubblicazione di Henry Dunant
Un Souvenir de Solferino.
La pubblicazione fu inviata ai sovrani d’Europa con la volontà di trovare un accordo sovranazionale. Nasce la Croce Rossa internazionale. Dalla prima
Convenzione di Ginevra in cui si definì per la prima volta l’inviolabilità di soccorritori e feriti, seguiranno, guerra dopo guerra, l’enunciazione dei princìpi dei diritti umani estesi al tempo di pace fino alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, dove resta ancora da apporre il diritto inviolabile alla pace.

Una grande delicatezza per narrare un evento storico chiassoso, drammatico e confusionario. L’immagine delle carni cucite con ago e filo è ancora ben presente nella mia mente, così come il gesto lento e gentile di mettere tutti i soldatini nella scatola di latta, alla fine della guerra, con quella ninna nanna che quasi poneva un sottile velo di seta sul campo dell’ultima battaglia. Così alla fine, tutto veniva inghiottito dal silenzio e lo spettatore è rimasto solo, testimone di una tragedia, mentre i morti e feriti venivano portati via dai carri. Grazie ancora del suo tempo.

È stato uno spettacolo davvero bello e fatto molto bene. Quando è finito ho continuato a pensare, soprattutto alla scena della mongolfiera. Quella scena, secondo me, ti fa capire che l’uomo odia così tanto i suoi simili al punto da preferire la morte piuttosto che l’aiuto reciproco.
 

Lo spettacolo è stato molto stimolante perché parla di persone, come le vivandiere, che nella storia hanno aiutato ad arrivare a quello che siamo oggi, e a volte sono sottovalutate.

assolo per attrice, souvenir, soldatini
di e con SANDRA CAVALLINI

 

collaborazione storico-scientifica Mirtide Gavelli
del Museo civico del Risorgimento di Bologna

 

oggetti di scena e burattini in cuoio Giorgio De Marchi

 

a cura di SALEBLU Le Stanze del Tesoro  - associazione culturale

Biglietto 12€ (intero), 10€ (ridotto)

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